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Verso il Frassati e oltre … la prossima volta

Inaugurato nel 2011 il Rifugio Frassati è stato realizzato grazie all’opera dei ragazzi dell’Operazione Mato Grosso, un movimento di giovani provenienti da tutta Italia, che hanno lavorato gratuitamente per tre estati.

   

Se volete saperne di più ecco il link http://www.rifugiofrassati.it/it/il-rifugio/storia.

Ora vi racconto il percorso che consigliamo sempre ai nostri ospiti. Si arriva in macchina fino all’Arp de Jeux dove si parcheggia in prossimità del Ristorante Da Erika che, per inciso, è da non perdere.

Da qui inizia la nostra escursione.

Guardando verso l’arrivo della seggiovia di Crevacol (in estate non è funzionante) vedrete una strada sterrata e il segnale che indica il Rifugio Frassati. Il tratto fino alla Tsa de Merdeux (mt. 2273) è molto semplice e panoramico, nel cammino è facile vedere marmotte e falchi, all’inizio si attraversa un bel bosco e poi il percorso è tutto aperto (sotto il sole) fino all’alpeggio.

Dal parcheggio alla Tsa de Merdeux noi ci abbiamo impiegato 1,30 h., poi viene indicato un tempo di percorrenza di ancora 35 minuti per raggiungere il rifugio. A dire il vero, per colpa mia, noi ci abbiamo impiegato quasi 50 minuti.

Se il primo tratto è piuttosto pianeggiante l’ultimo sale abbastanza, anche se assolutamente semplice da percorrere. Chi non è allenato (come la sottoscritta) può patire un pochino o anche di più.

La fatica e il fiatone però vengono assolutamente ripagati dallo spettacolo che avrete una volta raggiunta la meta.

Dalla terrazza del rifugio si gode di uno splendido panorama sulla valle e sulla Comba di Merdeaux. Avremmo voluto andare verso il Col Malatrà, ma essendo partiti troppo tardi abbiamo dovuto rinunciare.

 Comunque per chi è interessato in un’ora di cammino si arriva al Passage au Malatrà, dai laghetti Merdeux si prende il sentiero 12/a verso sinistra che in leggera discesa porta ad una morena erbosa per poi risalire e arrivare … questa sarà un’altra storia.

Diciamo che la partenza tardiva ha però qualche vantaggio, il ritorno era, guarda caso, proprio verso ora di cena e quindi non potevamo non fermarci al Grand Golliat per una super polenta.

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